Il Rito dei Serpari a Cocullo il Primo Maggio 2018

Una festa unica nel cuore dell'Abruzzo

Il Rito dei Serpari a Cocullo, celebrato il primo maggio, è una delle manifestazioni religiose e popolari più originali d'Abruzzo e d'Italia. Nel 2018, come ogni anno, il piccolo borgo montano si trasforma in un palcoscenico vivente dove devozione, folclore e antichi riti si intrecciano in un'atmosfera carica di simbolismo. La protagonista assoluta è la statua di San Domenico, patrono del paese, che viene ricoperta interamente di serpenti vivi e portata in processione per le vie del centro storico.

Questa tradizione affonda le sue radici in un passato remoto, in cui credenze pagane legate ai cicli della natura si sono progressivamente fuse con il culto cristiano, dando vita a un evento capace di richiamare ogni anno migliaia di fedeli, curiosi e studiosi da tutta Europa.

Origini storiche e significato del rito

Le origini del Rito dei Serpari di Cocullo si perdono nella storia e si collocano a cavallo tra mondo italico, epoca romana e diffusione del cristianesimo in Abruzzo. Molti studiosi individuano legami con i culti dedicati a divinità come Angizia, dea dei Marsi, popolo noto fin dall'antichità per la capacità di maneggiare serpenti e conoscere erbe curative.

Con l'arrivo del cristianesimo, queste pratiche furono via via rilette e integrate nel culto di San Domenico Abate, venerato come protettore dal morso degli animali velenosi, dalle malattie dei denti e dai pericoli della campagna. Il serpente, simbolo ambivalente di pericolo ma anche di rinascita e guarigione, viene così inglobato nella ritualità cattolica e posto al servizio della devozione popolare.

Il rito, nella sua forma attuale, mantiene questa doppia valenza: da un lato l'aspetto religioso, con la richiesta di protezione al santo; dall'altro la memoria di un antico rapporto di rispetto tra l'uomo e le forze della natura, qui rappresentate proprio dai serpenti.

I serpari: custodi di una tradizione secolare

Figura centrale del rito sono i serpari, gli abitanti di Cocullo che, secondo una tradizione tramandata di generazione in generazione, si dedicano alla cattura e alla cura dei serpenti nelle settimane che precedono la festa. Si tratta per lo più di specie non velenose, come il cervone o il biacco, che vengono maneggiate con grande abilità e rispetto.

I serpari conoscono alla perfezione l'habitat, le abitudini e i comportamenti di questi animali, e ne garantiscono l'incolumità prima e dopo la celebrazione. Al termine della festa, infatti, tutti i serpenti vengono riportati nel loro ambiente naturale, preservando così l'equilibrio ecologico del territorio.

La figura del serparo non è soltanto tecnica, ma anche simbolica: incarna il legame profondo tra la comunità locale e il proprio paesaggio, fatto di colline, boschi e montagne, in cui l'uomo non si pone come dominatore assoluto, ma come parte di un sistema più ampio.

Il primo maggio 2018 a Cocullo: svolgimento della festa

La giornata del primo maggio 2018 a Cocullo segue un programma scandito da momenti rituali precisi, che coinvolgono l'intero paese. Fin dalle prime ore del mattino, le strade del borgo iniziano a riempirsi di pellegrini e visitatori, accolti dai profumi delle specialità locali e dai colori delle bancarelle.

La messa e la benedizione

Fulcro religioso della celebrazione è la messa in onore di San Domenico, durante la quale viene ricordata la figura del santo e il suo ruolo di protettore. Subito dopo, i fedeli possono compiere gesti devozionali come il tirare la campanella del santuario o l'offerta dei cosiddetti ex voto, testimonianze di grazie ricevute.

La vestizione della statua con i serpenti

Uno dei momenti più attesi è la vestizione della statua di San Domenico: i serpari portano in piazza i serpenti raccolti nei giorni precedenti e, con gesti rapidi e sicuri, li adagiano sulle spalle, sulle braccia e intorno alla testa del santo, fino a creare una sorta di manto vivente. L'immagine che ne risulta è potente e suggestiva, capace di suscitare meraviglia e, talvolta, timore reverenziale.

La processione per le vie del paese

La statua, avvolta dai serpenti, viene quindi sollevata e condotta in processione per le vie di Cocullo, accompagnata da canti, preghiere e suoni di campane. I fedeli seguono il corteo spesso a piedi scalzi, per ringraziamento o per chiedere una particolare grazia. Davanti alle case e lungo il percorso, molti espongono drappi e immagini sacre, trasformando il paese in un lungo tappeto di devozione popolare.

Al passaggio della statua, non è raro vedere persone che sfiorano i serpenti o tentano di toccare il santo, in un gesto che unisce fede, speranza e antiche credenze apotropaiche.

Mistero, simboli e antropologia di un rito

Il Rito dei Serpari di Cocullo è un caso di studio privilegiato per antropologi, storici delle religioni e appassionati di culture popolari. La presenza del serpente, figura carica di significati in quasi tutte le tradizioni del mondo, rende questa celebrazione uno specchio di simbolismi complessi: vita e morte, male e guarigione, paura e protezione.

In ambito cristiano, il serpente richiama spesso la tentazione e il peccato, ma nella tradizione popolare abruzzese assume anche un ruolo protettivo, quasi di mediatore con il mondo naturale. A Cocullo queste ambivalenze si manifestano apertamente: il pericolo viene affrontato, reso visibile e trasformato in alleato attraverso il gesto rituale di deporre gli animali sul corpo del santo.

Per questo motivo la festa non è soltanto uno spettacolo suggestivo, ma un vero e proprio rito di comunità, in cui i cocullesi riaffermano ogni anno la propria identità e il proprio posto in una storia secolare, condividendo questo patrimonio con i visitatori che arrivano da lontano.

Consigli per chi visita Cocullo il 1° maggio

Partecipare al Rito dei Serpari a Cocullo il primo maggio 2018 significa vivere un'esperienza immersiva, che richiede qualche accorgimento pratico. È consigliabile arrivare con anticipo, perché l'afflusso di persone è molto elevato e le strade del paese sono strette e rapidamente affollate. Abbigliamento comodo, scarpe adatte a camminare su ciottolato e strade in salita, e una buona dose di pazienza sono l'ideale per godersi ogni momento.

È importante avere rispetto per i serpenti e per i serpari che li maneggiano: gli animali non sono attrazioni da toccare senza permesso, ma protagonisti di un rito che la comunità custodisce con cura. Allo stesso modo, è bene mantenere un atteggiamento discreto durante i momenti religiosi, evitando comportamenti invasivi o irrispettosi.

Per chi desidera approfondire la conoscenza del borgo, può essere interessante prolungare la permanenza oltre la sola giornata della festa, esplorando i dintorni, assaggiando i prodotti tipici locali e scoprendo gli altri piccoli centri dell'Abruzzo interno.

Per vivere al meglio il Rito dei Serpari a Cocullo il primo maggio 2018, la scelta dell'hotel gioca un ruolo fondamentale: soggiornare in una struttura accogliente nelle vicinanze permette di arrivare in paese con calma, senza lo stress del viaggio in giornata, e di respirare fino in fondo l'atmosfera della festa. Molti visitatori scelgono alberghi e piccoli hotel diffusi nei borghi limitrofi, così da unire alla partecipazione al rito la possibilità di esplorare con tranquillità il territorio, tra monti, eremi e paesaggi incontaminati. Un pernottamento in zona offre anche il tempo per assaporare la cucina tipica abruzzese, confrontarsi con gli abitanti e trasformare la giornata del primo maggio in un vero e proprio soggiorno esperienziale, in cui la tradizione dei serpari si intreccia con il piacere di un'ospitalità autentica.